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DIO, PADRE MISERICORDIOSO… AFFIDIAMO A TE IL DESTINO DEL MONDO…

25° ANNIVERSARIO DELL’AFFIDAMENTO DEL MONDO ALLA DIVINA MISERICORDIA DA SAN GIOVANNI PAOLO II A CRACOVIA – ŁAGIEWNIKI 2002-2027

1. Cos’é la misericordia? – AGOSTO 2026

Iniziamo il nostro percorso di riflessione sulla misericordia. Dodici meditazioni, che riceveremo da agosto 2026 a luglio 2027, e hanno lo scopo di aiutarci a prepararci al 25° anniversario dell'Affidamento del mondo alla Divina Misericordia, pronunciato da San Giovanni Paolo II, il Papa della Misericordia, il 17 agosto 2002 nella Basilica della Divina Misericordia a Cracovia-Łagiewniki.

Le riflessioni proposte si basano sulla Bibbia, sugli insegnamenti della Chiesa, sulle parole dei papi recenti e sugli apostoli della Divina Misericordia: Santa Suor Faustina Kowalska, San Giovanni Paolo II e il Beato Padre Michał Sopoćko. Il loro obiettivo è quello di avvicinarci al mistero della misericordia in modo accessibile, ma al contempo relativamente affidabile. E soprattutto, desiderano accendere in noi la scintilla di Dio affinché noi stessi diventiamo la fiamma della misericordia di Dio – “testimoni della misericordia di Dio”, come ci chiamava il Santo Padre Giovanni Paolo II a Łagiewniki nel memorabile 17 agosto 2002:

“Quanto bisogno della misericordia di Dio ha il mondo di oggi! In tutti i continenti, dal profondo della sofferenza umana, sembra alzarsi l’invocazione della misericordia. Dove dominano l’odio e la sete di vendetta, dove la guerra porta il dolore e la morte degli innocenti occorre la grazia della misericordia a placare le menti e i cuori, e a far scaturire la pace. Dove viene meno il rispetto per la vita e la dignità dell’uomo, occorre l’amore misericordioso di Dio, alla cui luce si manifesta l’inesprimibile valore di ogni essere umano. Occorre la misericordia per far sì che ogni ingiustizia nel mondo trovi il suo termine nello splendore della verità.

Perciò oggi, in questo Santuario, voglio solennemente affidare il mondo alla Divina Misericordia. Lo faccio con il desiderio ardente che il messaggio dell’amore misericordioso di Dio, qui proclamato mediante Santa Faustina, giunga a tutti gli abitanti della terra e ne riempia i cuori di speranza. Tale messaggio si diffonda da questo luogo nell'intera nostra amata Patria e nel mondo. Si compia la salda promessa del Signore Gesù: da qui deve uscire "la scintilla che preparerà il mondo alla sua ultima venuta" (cfr Diario, 1732 - ed. it. p. 568).

Bisogna accendere questa scintilla della grazia di Dio. Bisogna trasmettere al mondo questo fuoco della misericordia. Nella misericordia di Dio il mondo troverà la pace, e l’uomo la felicità! Affido questo compito a voi, carissimi Fratelli e Sorelle, alla Chiesa che è in Cracovia e in Polonia, e a tutti i devoti della Divina Misericordia che qui giungeranno dalla Polonia e dal mondo intero. Siate testimoni della misericordia!”

In principio, osservando la reazione dell'uomo alla sua miseria (sia la povertà materiale e sociale, ma anche quella che può essere peccato e male), chiediamoci: che cosa non è la misericordia?

POVERTÀ

Si può reagire alla povertà in vari modi. Si può fingere che la povertà non esista. La Sacra Scrittura dice di coloro che reagiscono in questo modo: "Chi chiude le orecchie al grido del povero, invano griderà anche lui" (Proverbi 21:13). Ignorare i poveri non è misericordia.

Si possono trattare i poveri come inferiori. San Giacomo definisce tale comportamento un crimine (Giacomo 2:9) e descrive la situazione in questo modo: "Se uno entra nella vostra assemblea con un anello d'oro e vesti eleganti, ed entra anche un povero con vesti sporche, e voi guardate l'uomo vestito di tutto e gli dite: 'Siediti al posto d'onore', e al povero dite: 'Stai in piedi là o siediti ai miei piedi', non fate forse distinzioni tra voi e non diventate giudici perversi?" (Giacomo 2:2-4). Umiliare i poveri non è misericordia.

Anche i poveri possono essere ingannati e sfruttati. I profeti biblici, in particolare il profeta Amos, ne parlano ampiamente: "Vendono il giusto per argento e il povero per un paio di sandali; calpestano il capo del povero fino a farlo cadere nella polvere della terra e gettano il povero nel deserto" (Amos 2:6-7). L'oppressione dei poveri non è certo misericordia.

La misericordia verso la povertà umana è descritta nella Bibbia, tra le altre cose:

* "Secondo il comandamento, soccorri il povero e, secondo il suo bisogno, non rimandarlo a mani vuote" (Siracide 29:9); 

* "Beato chi ha occhi misericordiosi, perché condivide il suo pane con il povero" (Proverbi 22:9).

* «Avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, ero nudo e mi avete vestito, ero malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi» (Mt 25,35-36).

La misericordia è dunque una risposta alla povertà umana che la allevia donando ai bisognosi ciò di cui i poveri sono privi.

MALE E PECCATO

Al male si può rispondere con un male ancora maggiore. Nel libro della Genesi, uno dei discendenti di Caino dice: " Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido.!" (Genesi 4:23). Un simile atteggiamento non è misericordia. Un simile atteggiamento è vendetta.

Questo si osserva nei bambini, che spesso reagiscono con un colpo più duro. Si osserva negli adulti, quando una singola frase pronunciata con rabbia può costare il posto di lavoro o costringere qualcuno al silenzio per anni. Al male si può anche rispondere con lo stesso male. L'Antico Testamento parla di una legge conosciuta in tutto il mondo antico: " Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all'altro: frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione che egli ha fatta all'altro." (Levitico 24:19-20). Una simile risposta al male non è misericordia.

A volte viene chiamata giustizia. A volte si manifesta nel non parlare con chi non ci parla e nel prendere in giro chi ci prende in giro.

Al male si può rispondere anche rifugiandosi in Dio. Le cosiddette preghiere imprecatorie sono comuni nei Salmi. Leggiamo, tra le altre, queste parole: "Figlia di Babilonia devastatrice, beato chi ti renderà quanto ci hai fatto. Beato chi afferrerà i tuoi piccoli e li sbatterà contro la pietra." (Sal 137,8-9). L'autore del Salmo 137 potrebbe aver assistito con i propri occhi alla distruzione della sua terra da parte dei Babilonesi, all'incendio dei templi, alla mutilazione delle donne incinte e persino all'uccisione dei bambini. L'autore prega Dio, non Babilonia, e non si rivolge ai suoi compatrioti, ma al suo Dio. Riversa tutta la sua rabbia, la sua ira e il suo dolore davanti a Dio, e lascia a Lui il compito di reagire al male subito. Un tale atteggiamento non è ancora misericordia.

Un tale atteggiamento è abbandonare la giustizia a Dio. Questo atteggiamento è piuttosto raro oggi, poiché la calunnia ha occupato quasi tutto lo spazio nei salmi imprecatori. Si può rispondere al male anche con il bene. Gesù disse: " Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano" (Luca 6:27-28). San Paolo lo espresse in questo modo: "Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene" (Romani 12:21). L'uomo è malvagio perché gli manca la bontà. Pertanto, gli si deve dare la bontà. L'uomo pecca perché gli manca l'amore. Pertanto, gli si deve dare l'amore.

La misericordia è una reazione al male che dona al peccatore ciò che più gli manca, cioè amore e bontà. E come fare ciò, ce l'ha detto il Signore Gesù stesso, rivolgendosi a Santa Suor Faustina: «Devi mostrare misericordia sempre e ovunque verso il prossimo; non puio esimerti da questo, né rifiutarti, né giustificarti. Ti sottopongo tre modi per dimostrare Misericordia verso il prossimo: il primo è l’azione; il secondo è la parola; il terzo la preghiera. In questi tre gradi è racchiusa la pienezza della Misericordia ed è una dimostrazione irrefutabile dell’ amore versi di Me. In questo modo l'anima essalta e rende culto alla mia Misericordia» (Diario, n. 742).

CHE COS’È DUNQUE LA MISERICORDIA?

Se consideriamo l'etimologia della lingua latina, la sequenza "miseri cor dare" si traduce con "dare coraggio agli sfortunati" o "donare un cuore misericordioso". La misericordia, quindi, è la migliore risposta alla miseria umana nel suo senso più ampio. È la medicina migliore che Dio abbia escogitato. Perché non è né una fuga dai poveri né la loro distruzione, ma piuttosto dona all'altro ciò che più gli manca, ciò che è stata la causa della povertà, del male e del peccato.

Nel suo Diario, Suor Faustina scrisse che "l'amore di Dio è il fiore e la misericordia è il frutto" (Diario n. 949).

Il 7 giugno 1997, durante la sua prima visita a Łagiewniki, Papa Giovanni Paolo II diede una bellissima definizione di misericordia, dicendo che

"Di nulla l'uomo ha bisogno quanto della Divina Misericordia - di quell'amore che vuol bene, che compatisce, che innalza l'uomo sopra la sua debolezza verso le infinite altezze della santità di Dio".

Aiutami, o Signore, affinché i miei occhi siano misericordiosi, affinché io non sospetti né giudichi mai dalle apparenze, ma cerchi la bellezza nell'animo del mio prossimo e venga in suo aiuto.

Aiutami, affinché il mio udito sia misericordioso, affinché io sia attento ai bisogni del mio prossimo, affinché le mie orecchie non siano indifferenti ai dolori e ai gemiti del mio prossimo.

Aiutami, o Signore, affinché la mia lingua sia misericordiosa, affinché io non parli mai male del mio prossimo, ma abbia una parola di conforto e di perdono per tutti.

Aiutami, o Signore, affinché le mie mani siano misericordiose e piene di buone opere, affinché io sappia fare del bene al mio prossimo, assumendomi anche i lavori più gravosi e ardui.

Aiutami, affinché i miei piedi siano misericordiosi, affinché io mi affretti sempre ad aiutare il mio prossimo, vincendo la mia stanchezza e la mia fatica. Il mio vero riposo è nel servire il mio prossimo.

Aiutami, o Signore, affinché il mio cuore sia misericordioso, affinché io possa sentire tutte le sofferenze del mio prossimo. Non rinnegherò il mio cuore a nessuno. Comunicherò onestamente anche con coloro che so che abuseranno della mia bontà, e mi chiuderò nel Cuore Misericordioso di Gesù. Tacerò sulle mie sofferenze. La tua misericordia dimori in me, o mio Signore. ("Diario" n. 163)